La nuova identità di Salerno

Mantenendo ferme le posizioni prese sulla poca attinenza ai “dieci concetti” che il logo dovrebbe sintetizzare, occorre rettificare quanto detto in merito alla realizzazione del progetto del maestro Vignelli; dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Vincenzo De Luca rispondono alle accuse mosse: “C’è un capitolo di bilancio di 200 mila euro che serve per tutta la campagna di comunicazione: dalla stampa del materiale, alla pubblicità per Luci d’Artista, su Oggi, su Famiglia Cristiana, su Repubblica, sull’Espresso… Massimo Vignelli non ha avuto neppure un euro”.
Di questo sono ben felice caro sindaco, ma mi sento preso in giro se la sento dire che “come ogni simbolo, necessita di tempo, di abitudine, di osservazione” con successivo confronto alla Tour Eiffel.
Ognuno di noi può commettere errori ed ammettere i propri è segno di integrità e maturità; sono e sarò con chi continua a sostenere che sarabbe stato più opportuno offrire ad un designer del territorio il racconto grafico della “sua” città, ed il progetto che poteva venirne fuori, le assicuro, sarebbe stato qualcosa di meno titolato, ma di più sentito.
Riportiamo questa rettifica basandoci su quanto affermato dal sindaco De Luca, restando comunque perplessi a seguito della delibera pubblicata su Facebook in merito della presentazione del logo e relative polemiche.

È firmato dal designer Massimo Vignelli il progetto della nuova identità di Salerno ed il Sindaco Vincenzo De Luca ha così commentato l’incontro con il maestro:
“…La collaborazione con il più grande designer al mondo è nata dall’esperienza di trasformazione urbana che stiamo realizzando a Salerno: una situazione che non trova, in questo momento, riscontro in nessun’altra realtà al mondo. La concentrazione di opere affidate ai maggiori architetti viventi è il frutto di una visione iniziale che ci ha portato all’attuazione di un disegno consapevole di intervento urbanistico che punta sull’eccellenza e ne fa un tratto dominante. Questa scelta si rivela fondamentale perché è l’unica che ci consente di competere a livello internazionale, offrendo, nello stesso tempo, ai nostri giovani una grande occasione di arricchimento culturale.
In questo contesto è
stato naturale incontrarsi con Massimo Vignelli nel percorso di crescita che Salerno sta compiendo in una dimensione sempre più internazionale: immaginiamo che la nostra città possa svilupparsi sulla base di un modello simile a quello di realtà come Cannes, Salisburgo ed Edimburgo dove si coniugano tre elementi: turismo, accoglienza e cultura.
Il logo di Salerno creato da Vignelli sarà il tratto distintivo che caratterizzerà la città e gli eventi che in essa avranno luogo, fino a diventarne il segno identificativo a livello internazionale”.

La replica di Vignelli:

La fama di Salerno a livello mondiale mi ha indotto a tentare un esperimento mai provato, che si è sviluppato attraverso la realizzazione di una nuova identità visiva: da una parte la comunicazione più strettamente istituzionale con un logo municipale riservato agli atti ed ai documenti di natura amministrativa; dall’altra un “brand” capace di fare riconoscere immediatamente Salerno in tutto il mondo. Questo percorso è stato reso possibile grazie alla visione, al coraggio ed alla determinazione del sindaco Vincenzo De Luca, che è riuscito a rendere Salerno un caso esemplare nella dimensione mondiale. Ho, quindi, scelto di fare parte anch’io di una squadra di architetti che con il loro talento stanno trasformando Salerno. E sono lieto di avere dato il mio contributo al progetto di comunicazione che individua un nuovo linguaggio visivo per la città di Salerno proiettandola in maniera originale a livello internazionale”.

Quando si operano interventi di questo tipo c’è sempre il rischio di non ricevere i consensi sperati; non sono lontani i casi di flop nelle “rivisitazioni” di loghi che rappresentano città o addirittura la nostra nazione ed ora è il turno dell’immagine che accompagnerà Salerno nel mondo.


Non voglio assolutamente rivolgere una critica tecnica all’operato, ma faccio una personale considerazione da salernitano: non mi sento appartenere a questo logo; sarà per semplice romanticismo piuttosto che per la poca voglia di esasperare concetti troppo internazionali, ma credo che alcune scelte vadano ponderate diversamente e la “corsa al mondiale” non fa per me. Sogno lo sviluppo della città di Salerno, non solo di forma, ma di contenuti, e da persona che vive la città ogni giorno vedo solo una bella copertina, e forse, con rispetto parlando per il maestro Vignelli, i 200.000 mila euro spesi per questo logo potevano essere destinati ad altro.

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