Round Midnight

19 anni fa moriva Miles Davis. La sua grandezza è stata quella di non essersi mai fermato troppo a lungo sulle posizioniacquisite, ma di essersi sempre spinto verso nuove frontiere musicali, riuscendo ad ispirare e guidare le generazioni successive. Era da quando aveva compiuto 13 anni e il padre gli aveva regalato la sua prima tromba che il suo sogno era quello di misurarsi con i più grandi. Certo non gli mancava il carattere, forgiato nei quartieri neri di St.Louis, nonostante la sua condizione agiata ben differente da quella degli “hipsters” che frequentava:aveva deciso di rinnegare tutti i valori borghesi della sua famiglia per sposare in toto la filosofia e l’orgoglio antirazzista della comunità nera. Quando ebbe l’occasione di cimentarsi con il grande Thelonious , non stava più nella pelle: banco di prova la bellissima Round Midnight uno dei suoi brani preferiti ma difficilissimo da interpretare. Per ben sette sere di seguito, dopo averla eseguita andava da Thelonious a chiedergli come l’aveva suonata ricevendo sempre risposte negative. La settima sera all ‘ennesima domanda :”Monk, come l’ho suonata? Thelonious rispose :”Si, si suona così”. Lo rese felicissimo, come ha scritto stesso Miles nella sua autobiografia: “più felice di un maiale nella merda!”

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